mercoledì 1 luglio 2009

Sulcis, sud della Sardegna

E' passato poco più di un mese dal nostro arrivo a Teulada e da ieri siamo di nuovo in Tunisia, a Tabarka. Un mese di giugno bello e intenso. Abbiamo fatto un sacco di cose, visto posti molto belli, conosciuto magnifiche persone e frequentato amici cari. Ma andiamo con ordine. Siamo arrivati in Sardegna martedì 26 maggio. Al nuovo porto di Teulada: Su Portu Nou. Così dovrebbero essere tutti i porti. Non troppo grande, pulitissimo, ben progettato, sicuro con qualunque vento, acqua e elettricità, posti barca sempre disponibili, segreteria e marinai efficienti, non troppo caro, la natura intorno bellissima, lo spaccio di un campeggio a due passi per fare la spesa e un servizio navetta per chi vuole andare a Teulada (8 km.). Dopo un paio di giorni, il venerdì, sono venuti da S.Sperate (Cagliari) i nostri cari, carissimi amici Fabio e Pina (più che un amico, Fabio è un fratello). Il maestrale ci ha impedito di uscire in mare e quindi siamo andati a cena in un bellissimo agriturismo non lontano dal porto. Il giorno dopo siamo andati alle dune di sabbia bianca vicino a porto Pino (bellissimo) poi abbiamo conosciuto Antonello e Rosa (lui vicecomandante del poligono militare di Teulada, lei sorella di Pina). Abbiamo cenato a casa loro. Che accoglienza! Sembrava ci conoscessimo da sempre! Uno dei tanti momenti belli vissuti nel nostro mese in Sardegna. La domenica Dany è andata con Pina, in auto, a S.Sperate e con Fabio abbiamo portato la barca a Cagliari (31 miglia). Abbiamo ormeggiato in porto al pontile della Lega Navale (in precedenza Fabio aveva ottenuto, con non poca fatica, un posto barca). Il Doctor, Fabio è veterinario, ci ha lasciato la sua auto a disposizione ed è partito per Roma dove ha l'ambulatorio. Appuntamento a venerdì 5 per organizzare un pranzo sontuoso con maialino sardo a casa di Giulio e Anna (lui attore di teatro e lei altra sorella di Pina) per il giorno seguente. Si, perchè il 6 giugno è il compleanno di nostra figlia Veronica, che è arrivata venerdì sera con il suo Simone, con suo fratello Emanuel e la cara Costanza. Che bello, tutti insieme! Giulio e Anna già li conoscevamo. Inutile dire che siamo stati come a casa nostra. Pranzo e maialino fantastici, poi un giro per S.Sperate per vedere i famosi murales che decorano il paese e per vedere le opere di un grande artista locale: Raffaele Muscas. Quadri affascinanti, una vera sorpresa. Poi un'altra sorpresa. Un altro artista, di cui non ricordo il nome, che lavora grandi massi di pietra con infiniti tagli. E poi le pietre, passandoci sopra le dita, suonano. Veri strumenti musicali. Incredibile! Il giorno dopo Veronica e Simone sono tornati a Roma. Costanza e Emanuel invece sono rimasti due giorni in più e sono partiti martedì. In seguito, settimana tranquilla in giro per Cagliari per conoscere meglio la città e i suoi dintorni. Sabato sera eravamo invitati con Fabio e Pina da Giulio e Anna a una cena a S.Sperate. Un migliaio di persone, sistemate in una lunghissima fila di tavoli per strada. Ogni famiglia ha portato cibi tipici sardi e bevande. Uno spettacolo mai visto! Altra settimana di relax in porto a Cagliari in attesa di Fabio che si era preso una decina di giorni di ferie per navigare con noi lungo la costa sud dell'isola. Il meteo prevedeva per venerdì, giorno di arrivo di Fabio, maestrale in aumento. Abbiamo quindi lasciato Cagliari per Teulada il giovedì. Fabio, con Pina, Elisa (la loro seconda figlia) e Bianca (amichetta di Elisa) sono saliti in barca venerdì sera a Teulada. Maestrale forte, senza tregua, per sei giorni! Addio navigazioni programmate. Abbiamo solo potuto mettere il naso fuori dal porto due volte per ancorarci alla spiaggia di Tuarredda e a porto Zafferano. Che posti! E che acqua, color caraibi! Non potendo navigare, Fabio mi ha portato alla ricerca di un vino della zona, il Carignano, che non conoscevo. Beh, io sono nato a Torino e ho sempre considerato i rossi piemontesi "il meglio". Il Carignano (cantina 6Mura) non ha nulla da invidiare. Poi un giro in auto a S.Antioco e, tocco finale, cena da Rosa e Antonello. Il colonnello ha cucinato per noi un maialino alla brace spet-ta-co-lo-so! La mattina di venerdì 26, Bianca si è svegliata con la febbre e quindi i nostri cari ospiti sono partiti, con nostro dispiacere, per S.Sperate. Visto il maestrale in calo e il meteo abbastanza buono, abbiamo deciso di partire per la Tunisia all'alba del sabato. Fine della splendida vacanza nel Sulcis (così si chiama quella zona del sud Sardegna). Alle 6 rotta per la Galite. Onda al traverso noiosa e vento 10/18 nodi da ovest.
Traina in acqua. A mezzogiorno, a metà strada, il mulinello chiama. Un tonno alalunga di 8 kg. (esattamente come all'andata). Bene. Alle 17,30 arriviamo alla Galite, stanchi delle onde al traverso di un paio di metri che ci hanno fatto ballare per quasi tutto il viaggio. Ci ancoriamo nella cala del vecchio porto da tempo distrutto dal mare e siamo in compagnia. Tre pescherecci, una vedetta della Garde Nationale e un vecchio caccia della Marina Militare tunisina. Il ridosso non è un granchè. Una fastidiosa risacca e raffiche di vento che scendono dal monte per tutta la notte non ci fanno dormire bene. Verso le 6 si annuncia una giornata bellissima. Non c'è una nuvola, il mare è calmo e una leggerissima brezza di direzione variabile ci segnala che il ponente-maestrale è finito. Dany cerca di dormire ancora un poco dopo una notte quasi insonne e io, salpata l'ancora, faccio il giro dell'isola per cercare di prendere un pesce. Niente e quindi direzione Tabarka. Quando manca un'oretta all'arrivo, telefono a Cherif, l'amico ormeggiatore, per farci organizzare un buon posto in porto. Subito dopo, tre tironi fortissimi sul mulinello, poi più niente. Tiro su e non c'è più il terminale con il rapala. Chissà cosa era... un tonno o uno spada, comunque bello grosso. Pazienza. Entriamo in porto verso le 14 e Cherif ci ormeggia dove eravamo il mese scorso. La solita lunga trafila per le pratiche di ingresso in Tunisia e poi i soliti lavoretti. Allaccio del tubo dell'acqua, del filo per la corrente e centratura della parabola per la tv satellitare. Tutto ok. Siamo a Tabarka.

mercoledì 27 maggio 2009

Tabarka - La Galite - Teulada

Decidiamo di partire da Tabarka lunedì 25. Direzione La Galite e poi porto Teulada.
Alle 9,30 vado alla Polizia per le pratiche di uscita dalla Tunisia. Sono in tre intorno ai nostri passaporti. Guardano, scrivono, passano al computer e dopo 45 minuti mettono i timbri e mi dicono di andare alla Dogana. Il doganiere è più rapido e finalmente alle 10,45 possiamo lasciare il porto di Tabarka. Il meteo ci propone vento da sud-est di 15/20 nodi. Per ora invece mare piatto e calma di vento, ma il vento verrà perchè si vede già, a oltre 30 miglia, il profilo de La Galite. La traina è in acqua, prenderemo finalmente qualcosa? Alle 11,30 arriva il vento. Subito 18/20 nodi, ma da ovest sud-ovest (le previsioni dicevano sud-est...) Va bene, il sole si vela un poco e la temperatura rinfresca. All'una il vento si stabilizza da ovest sui 13/15 nodi. Se rimane così, va bene. Alle 3 invece, a 6 miglia da La Galite, il vento gira a nord e cala a 8 nodi. proprio in faccia. La traina non da segni, niente pesci. Arriviamo all'isola alle 4 e, senza fermarci, la circumnavighiamo a bassa velocità in caccia di ricciole o dentici (qui si prende sempre qualcosa...). Finiamo il giro alle 5 con un sacco pieno di pive (le famose "pive nel sacco")! Caliamo l'ancora nella baia dove un tempo c'era un mini porticciolo, poi distrutto da una mareggiata. All'ancora, vicino a noi, tre pescherecci tunisini che passeranno la notte qui. In serata ne arrivano altri, alla fine saremo una decina. Viene anche una vedetta della Garde Nationale Tunisina che si avvicina per chiacchierare con noi. Ci muoveremo verso le 4, alle prime luci dell'alba, per arrivare in Sardegna a porto Teulada verso le 6 del pomeriggio. Il meteo prevede poco vento di direzione variabile tendente, in serata, a venire da nord-ovest e rinforzare fino a 20 nodi. All'alba delle 4,15 rincoglioniti da una notte con maretta, facciamo il caffè, poi strumenti accesi, motore e salpiamo l'ancora. Lasciamo il canale tra La Galite e il Galiton de l'ouest alle 4,45. Onda e vento da ovest 15 nodi. Il cielo è coperto e non fa caldo. Si presenta una lunga traversata bruttina. Condizioni non ideali per pescare, comunque traina in acqua e andiamo. Alle 9, dopo una trentina di miglia, il mulinello suona! Grande strattone e poi più niente. Tiro su e un amo del rapala è piegato. Allora qualcosa in giro c'è... Cambio amo e rimetto. Dopo 5 minuti, replay. Altro amo piegato! Che palle! Rimetto giù, altri 10 minuti e altro strattone. Questa volta non si sgancia. Con prudenza tiro su e portiamo a bordo il primo pesce di quest'anno. Tonno Alalunga (il più buono) di 8 kg. Era ora! Decidiamo di non rimettere la traina, l'Alalunga basta e avanza. Il vento resta da ovest e sale da 15 a 20 nodi. L'onda cresce (siamo in pieno canale di Sardegna) e si balla parecchio. La giornata passa così, senza varianti, piuttosto noiosa. A 20 miglia da Teulada arriva il maestrale, nord-ovest 23/25 nodi. Quasi in faccia, con onde belle alte. Ci aspettano 3/4 ore mica piacevoli. Finalmente alle 5 siamo a ridosso di Capo Teulada. Non c'è più onda e gli ultimi tre quarti d'ora il maestrale soffia a 28 nodi. Poco prima delle 6 entriamo, con piacere, a Porto Teulada. Ci eravamo stati 3 anni fà, è proprio un bel posto e contiamo di fermarci qui 3 o 4 giorni per poi andare a Cagliari dove contiamo di restare tutto giugno.

lunedì 18 maggio 2009

da Bizerta a Tabarka

Cinque notti e quattro giorni a Bizerta. Il maestrale ha soffiato forte fino a ieri mattina poi si è pian piano calmato. In questi giorni abbiamo seguito il meteo. E' stato preciso. Da questa mattina, lunedì, è prevista alta pressione, mare calmo e tempo bello. Partiamo quindi alle 7,20, un pò dispiaciuti perchè abbiamo perso, in questi giorni di vento, un parabordo nel porto di Bizerta. Pazienza. Troviamo il mare piatto, niente vento e quindi motore. Incrociamo qualche piccolo peschereccio e molte reti. Alle 11 siamo al traverso degli scogli " i fratelli". Due rocce a cilindro che escono dal mare, piuttosto belle. Dany legge seduta a prua, così controlla le eventuali reti davanti. Io sono in pozzetto con il computer piccolo a scrivere queste note.
A Bizerta, ieri, abbiamo comperato due biciclette (109 dinari l'una al Monoprix) che ci faranno comodo per gli spostamenti nei porti.
La traina è in acqua, ma niente pesci, per ora. Le ore passano serene e nulla cambia. Verso le 2 e mezza passiamo davanti a Capo Negro, dove c'è una baietta proprio bella che è un pò casa nostra. Due anni fa, infatti, da Tabarka ci siamo andati più volte. Meno di 14 miglia e siamo a Tabarka. Alle 4 e mezza entriamo in porto, C'è qualche barca, come al solito ormeggiata male e quindi forse avremo un ormeggio scomodo. Invece, per fortuna c'è ancora Cherif, il responsabile degli ormeggi. Ci riconosce e ci piazza in un posto comodissimo. Venti dinari di mancia e dopo un quarto d'ora siamo ormeggiati, con il cavo per l'elettricità collegato. Più tardi metteremo il tubo dell'acqua, ma adesso ci vuole un pò di riposo.

giovedì 14 maggio 2009

da Kelibia a Bizerta


13 mattina, lasciamo il porto di Kelibia alle 8,30. Ieri pomeriggio, appena arrivati, ci siamo confrontati con la burocrazia tunisina. Polizia, visita doganale, moduli da riempire ecc. ecc. Cena in barca, collegamento internet per vedere la posta e il meteo e poi una notte tranquilla. La prossima tappa è Bizerta, quindi rotta sul mitico Cap Bon, che doppiamo alle 11. Le carte nautiche segnalano parecchi relitti di navi affondate, segno che la fama di Capo tosto è vera. Noi invece abbiamo poco vento in poppa, da sud-est (8-10 nodi) e onda media. Appena passato Cap Bon, bello e imponente, il vento rinforza sui 20 nodi con raffiche a 28-30. E' normale, in prossimità dei capi è quasi sempre così. Dopo il capo, sulla costa alla nostra sinistra, vediamo almeno 60 pale eoliche che girano tranquillamente per produrre energia elettrica. Invece noi (Italia) facciamo il nucleare... Andiamo avanti che è meglio. L'ecoscandaglio ci segnala il passaggio di molti pesci, ma la traina non acchiappa...speriamo. Passiamo vicino all'isola El Kebir, deserta. Vento da sud, stabile sui 22-24 nodi. Direzione Cap Farina, a 26 miglia, dove arriviamo alle 4 del pomeriggio. Il mare si è spianato un poco e la navigazione è veramente piacevole. Rotta verso ponente. Stiamo andando verso il tramonto che si annuncia spettacolare. Avrà un significato? Superato il porticciolo di Ras Zebib, quando abbiamo fatto 66 miglia e ne mancano solo 8 per Bizerta, lo scirocco che, con alti e bassi ci ha accompagnato tutto il giorno, rinforza improvvisamente a 30-32 nodi con rafficoni a 38. Non era previsto. E' bello tosto. Riduciamo molto la superficie velica esposta (grande lode a chi ha inventato il rollafiocco e il rollaranda) e in un'ora siamo dentro al grande porto di Bizerta. Un ormeggiatore ci chiama e ci fa attraccare in un posto che non mi piace. E' turco e non parla francese e fargli capire che voglio un posto più tranquillo è difficile. Alla fine ci riesco e, dopo aver cambiato posto, belli cotti dal sole e dalla stanchezza andiamo a cena al ristorante sul porto a 50 metri dalla barca. La guida turistica segnala che si mangia bene. E' vero. Un pò caro per essere in Tunisia, ma per noi meno di una birra e una pizza. Da quando siamo partiti da Monastir abbiamo fatto circa 200 miglia e non abbiamo preso neanche una sardina. Siamo sotto media. A quando il primo pesce quest'anno?