venerdì 22 gennaio 2010

gennaio, a Monastir

Il tempo vola. Finito novembre, abbiamo preso i biglietti per passare in Italia natale e capodanno. Il 18 dicembre siamo arrivati a Roma. Tante cose da fare e i giorni sono passati veloci. Il 29 poi, siamo andati a Cagliari ospiti da Pina e Fabio nella loro nuova splendida villa di S.Sperate. Quattro giorni bellissimi! Che meravigliosa ospitalità! Ci siamo sentiti a "casa", in famiglia, con tanto affetto. Oggi, oltre al ricordo, ci resta tanta nostalgia e tanta voglia di ritornare là. Tornati a Roma il 2 a sera, ancora parecchie cose da sistemare in attesa del volo di ritorno a Tunisi, per Monastir, l'11 gennaio.Siamo qui da due settimane e ogni giorno c'è qualcosa da fare. La manutenzione della barca prende un sacco di tempo e i lavori sono parecchi. Dopo aver cambiato olio e filtri al motore, comperato due batterie di servizio nuove, sistemato l'impianto elettrico, mi aspetta un lavoro complesso: montare un "portico" inox per i pannelli fotovoltaici. Avremo più autonomia elettrica la prossima estate negli ormeggi nelle calette della Grecia. La sera poi, inviti a cena su barche di vicini e vicini invitati a cena da noi. Vita sociale intensa!

venerdì 27 novembre 2009

Kerkennah

Dal 12 ottobre siamo qui a Monastir. La settimana scorsa siamo andati a visitare le isole Kerkennah. Due isole piatte a poche miglia da Sfax (secondo porto commerciale della Tunisia), collegate tra loro da una stretta lingua di sabbia e un piccolo ponte. Con una coppia di milanesi che passano l'inverno qui, come noi, abbiamo affittato un'auto per tre giorni (70 euro). Ci hanno consegnato una comoda Clio nuova nuova alle 9 del mattino direttamente qui al marina. Circa 140 km. di strada verso sud e siamo arrivati a Sfax. Una breve visita alla Medina, e dopo un piatto di chawarma (kebab) ci siamo imbarcati con l'auto sul traghetto. 70 minuti di mare (4 biglietti + auto: totale 3,5 euro!) e sbarco sull'isola Gharbi, la più piccola delle due. Una decina di km. e all'inizio dell'isola Chergui, a sinistra, l'hotel Cercina. Stanza con porta sulla spiaggia e vista tramonto (a 15 euro compresa colazione), niente male! Per cena, al ristorante dell'albergo, polpo in salsa, specialità delle isole, buonissimo. La mattina, dopo la colazione in riva al mare, 20 km. di isola e visita al porto di pesca di El Attaya. I fondali intorno alle isole sono molto bassi e per entrare in porto, dove le barche a vela degli europei sono assolutamente ben accolte, è stato scavato un canale segnalato da mede. Il responsabile del porto, un signore tunisino estremamente gentile, ci ha accompagnato nella visita e ci ha regalato due piccoli vasi che i pescatori usano per prendere i polpi. Ci aspetta, quando vorremo, con la nostra barca. Ci andremo certamente qualche giorno con la barca, il posto è bello, autentico e tranquillo. Lì vicino abbiamo pranzato praticamente sulla spiaggia con un bel sole caldo e con la "isoletta des oiseau" appena di fronte a noi. Le piccole barche dei pescatori, tutte rigorosamente a vela (feluche), rientravano a casa davanti a noi. Bello. Nel pomeriggio, rientrando verso il traghetto, ci siamo fermati alle saline. Sapevamo che il sale delle Kerkennah è famoso e abbiamo chiesto, nell'azienda dove insaccano il sale, se era possibile acquistarne un poco. Ci hanno regalato due sacchi di almeno 15 kg. l'uno. Non c'è stato verso di pagare. Alle 16 è arrivato il traghetto e, sbarcati a Sfax abbiamo trovato un buon albergo in centro. La mattina seguente, sulla strada del ritorno, abbiamo deviato verso Madhia dove sapevamo che il venerdì c'è un grande suk (mercato) e dove, l'anno scorso, avevamo mangiato al ristorante Neptune calamari ripieni spettacolosi. Visita al suk e bis di calamari, altrettanto buoni. Intorno alle 18, consegnata l'auto al marina, siamo saliti in barca soddisfatti del nostro giro alle Kerkennah.

domenica 18 ottobre 2009

Quattro mesi...

Sono passati quasi quattro mesi dall'ultimo racconto... Pigrizia? Un sacco di cose da fare? La verità è che il tempo passa troppo in fretta! Comunque eccomi qui a raccontare come sono passati questi mesi. Eravamo rimasti all'inizio di luglio, a Tabarka. Le prime tre settimane del mese siamo stati con i nostri ritrovati amici di due anni fa: Ottavio e la sua famiglia, Izio e Liliana. Rodolfo, buono e gentile, non c'è più, stroncato a primavera da una terribile malattia. Una new entry invece ci ha allietato le giornate: il piccolo Riccardo, figlio di Ottavio e Annalisa, da me subito ribattezzato "Strombolicchio". Eh si, un piccolo vulcano in eruzione continua. Siamo usciti in barca per andare a pesca, per fare il bagno, e Strombolicchio ha mostrato un bel piede marino. Promette bene! Venerdì 24 luglio abbiamo lasciato Talitha a Tabarka e siamo andati a Tunisi. La mattina seguente aereo Tunisi-Palermo e nel pomeriggio, al marina di Villa Igea, siamo saliti su un catamarano Lagoon 440 affittato da due coppie di amici storici di Roma. Avevano bisogno di un "comandante" ed è stata una bella settimana in giro per le Eolie con tempo splendido. Tornati sabato 1 agosto abbiamo ripreso la vita tranquilla di Tabarka. Il 9 è arrivato da Roma Paolo (il mio maestro di pesca) e, nei giorni seguenti, uscite intensive a pesca con la sua barca. Ricciole, dentici e una cernia di 15 kg.








Poi sono arrivati Barbara e Giulio, che sono stati in barca con noi quasi due settimane. Con loro, a fine agosto, abbiamo lasciato Tabarka, direzione Bizerte. Tappa di 65 miglia con un bel sole e mare quasi calmo. A Bizerte una sorpresa: il porto è chiuso per lavori (un nuovo marina in costruzione) e quindi ormeggio in rada. Con il canotto scendo a terra e con un sorriso e qualche piccola bugia ottengo ormeggio in banchina per due giorni. Partiti Barbara e Giulio per Tunisi e poi Roma, noi siamo rimasti due giorni a Bizerte. Poi partenza per Kelibia e il giorno seguente direzione Monastir. Mare sempre bello e poco vento. Alla fine di agosto siamo quindi arrivati a Monastir. Abbiamo ritrovato il nostro "ponton 6" e l'aria di "casa". Aereo per Roma l'11 settembre, da Monastir (in estate c'è un diretto Monastir-Roma della Tunisair, comodissimo). Un mese abbondante a casa a fare lavori di falegnameria promessi a Veronica e Emanuel (i nostri figli) nelle loro rispettive case e ritorno alla "casa-barca" a Monastir il 12 ottobre. Torneremo a Roma, inchallà,verso metà dicembre, per passare Natale con i figli.

mercoledì 1 luglio 2009

Sulcis, sud della Sardegna

E' passato poco più di un mese dal nostro arrivo a Teulada e da ieri siamo di nuovo in Tunisia, a Tabarka. Un mese di giugno bello e intenso. Abbiamo fatto un sacco di cose, visto posti molto belli, conosciuto magnifiche persone e frequentato amici cari. Ma andiamo con ordine. Siamo arrivati in Sardegna martedì 26 maggio. Al nuovo porto di Teulada: Su Portu Nou. Così dovrebbero essere tutti i porti. Non troppo grande, pulitissimo, ben progettato, sicuro con qualunque vento, acqua e elettricità, posti barca sempre disponibili, segreteria e marinai efficienti, non troppo caro, la natura intorno bellissima, lo spaccio di un campeggio a due passi per fare la spesa e un servizio navetta per chi vuole andare a Teulada (8 km.). Dopo un paio di giorni, il venerdì, sono venuti da S.Sperate (Cagliari) i nostri cari, carissimi amici Fabio e Pina (più che un amico, Fabio è un fratello). Il maestrale ci ha impedito di uscire in mare e quindi siamo andati a cena in un bellissimo agriturismo non lontano dal porto. Il giorno dopo siamo andati alle dune di sabbia bianca vicino a porto Pino (bellissimo) poi abbiamo conosciuto Antonello e Rosa (lui vicecomandante del poligono militare di Teulada, lei sorella di Pina). Abbiamo cenato a casa loro. Che accoglienza! Sembrava ci conoscessimo da sempre! Uno dei tanti momenti belli vissuti nel nostro mese in Sardegna. La domenica Dany è andata con Pina, in auto, a S.Sperate e con Fabio abbiamo portato la barca a Cagliari (31 miglia). Abbiamo ormeggiato in porto al pontile della Lega Navale (in precedenza Fabio aveva ottenuto, con non poca fatica, un posto barca). Il Doctor, Fabio è veterinario, ci ha lasciato la sua auto a disposizione ed è partito per Roma dove ha l'ambulatorio. Appuntamento a venerdì 5 per organizzare un pranzo sontuoso con maialino sardo a casa di Giulio e Anna (lui attore di teatro e lei altra sorella di Pina) per il giorno seguente. Si, perchè il 6 giugno è il compleanno di nostra figlia Veronica, che è arrivata venerdì sera con il suo Simone, con suo fratello Emanuel e la cara Costanza. Che bello, tutti insieme! Giulio e Anna già li conoscevamo. Inutile dire che siamo stati come a casa nostra. Pranzo e maialino fantastici, poi un giro per S.Sperate per vedere i famosi murales che decorano il paese e per vedere le opere di un grande artista locale: Raffaele Muscas. Quadri affascinanti, una vera sorpresa. Poi un'altra sorpresa. Un altro artista, di cui non ricordo il nome, che lavora grandi massi di pietra con infiniti tagli. E poi le pietre, passandoci sopra le dita, suonano. Veri strumenti musicali. Incredibile! Il giorno dopo Veronica e Simone sono tornati a Roma. Costanza e Emanuel invece sono rimasti due giorni in più e sono partiti martedì. In seguito, settimana tranquilla in giro per Cagliari per conoscere meglio la città e i suoi dintorni. Sabato sera eravamo invitati con Fabio e Pina da Giulio e Anna a una cena a S.Sperate. Un migliaio di persone, sistemate in una lunghissima fila di tavoli per strada. Ogni famiglia ha portato cibi tipici sardi e bevande. Uno spettacolo mai visto! Altra settimana di relax in porto a Cagliari in attesa di Fabio che si era preso una decina di giorni di ferie per navigare con noi lungo la costa sud dell'isola. Il meteo prevedeva per venerdì, giorno di arrivo di Fabio, maestrale in aumento. Abbiamo quindi lasciato Cagliari per Teulada il giovedì. Fabio, con Pina, Elisa (la loro seconda figlia) e Bianca (amichetta di Elisa) sono saliti in barca venerdì sera a Teulada. Maestrale forte, senza tregua, per sei giorni! Addio navigazioni programmate. Abbiamo solo potuto mettere il naso fuori dal porto due volte per ancorarci alla spiaggia di Tuarredda e a porto Zafferano. Che posti! E che acqua, color caraibi! Non potendo navigare, Fabio mi ha portato alla ricerca di un vino della zona, il Carignano, che non conoscevo. Beh, io sono nato a Torino e ho sempre considerato i rossi piemontesi "il meglio". Il Carignano (cantina 6Mura) non ha nulla da invidiare. Poi un giro in auto a S.Antioco e, tocco finale, cena da Rosa e Antonello. Il colonnello ha cucinato per noi un maialino alla brace spet-ta-co-lo-so! La mattina di venerdì 26, Bianca si è svegliata con la febbre e quindi i nostri cari ospiti sono partiti, con nostro dispiacere, per S.Sperate. Visto il maestrale in calo e il meteo abbastanza buono, abbiamo deciso di partire per la Tunisia all'alba del sabato. Fine della splendida vacanza nel Sulcis (così si chiama quella zona del sud Sardegna). Alle 6 rotta per la Galite. Onda al traverso noiosa e vento 10/18 nodi da ovest.
Traina in acqua. A mezzogiorno, a metà strada, il mulinello chiama. Un tonno alalunga di 8 kg. (esattamente come all'andata). Bene. Alle 17,30 arriviamo alla Galite, stanchi delle onde al traverso di un paio di metri che ci hanno fatto ballare per quasi tutto il viaggio. Ci ancoriamo nella cala del vecchio porto da tempo distrutto dal mare e siamo in compagnia. Tre pescherecci, una vedetta della Garde Nationale e un vecchio caccia della Marina Militare tunisina. Il ridosso non è un granchè. Una fastidiosa risacca e raffiche di vento che scendono dal monte per tutta la notte non ci fanno dormire bene. Verso le 6 si annuncia una giornata bellissima. Non c'è una nuvola, il mare è calmo e una leggerissima brezza di direzione variabile ci segnala che il ponente-maestrale è finito. Dany cerca di dormire ancora un poco dopo una notte quasi insonne e io, salpata l'ancora, faccio il giro dell'isola per cercare di prendere un pesce. Niente e quindi direzione Tabarka. Quando manca un'oretta all'arrivo, telefono a Cherif, l'amico ormeggiatore, per farci organizzare un buon posto in porto. Subito dopo, tre tironi fortissimi sul mulinello, poi più niente. Tiro su e non c'è più il terminale con il rapala. Chissà cosa era... un tonno o uno spada, comunque bello grosso. Pazienza. Entriamo in porto verso le 14 e Cherif ci ormeggia dove eravamo il mese scorso. La solita lunga trafila per le pratiche di ingresso in Tunisia e poi i soliti lavoretti. Allaccio del tubo dell'acqua, del filo per la corrente e centratura della parabola per la tv satellitare. Tutto ok. Siamo a Tabarka.