Jean Claude, un pittore francese molto bravo, meritava di avere un sito tutto suo con le foto delle sue tele. Per chi volesse vedere le sue opere: http://www.etourneau.eu/ A fine gennaio, qui sul nostro pontile, abbiamo partecipato i problemi di un giovane amico tunisino che lavora nel ristorante di fronte ai nostri ormeggi (una curiosità, parla perfettamente quattro lingue). Il suo papà doveva essere operato d'urgenza del solito male e c'era qualche difficoltà economica. Tutti gli abitanti del pontile hanno dato spontaneamente un piccolo contributo. L'operazione è andata bene e speriamo in una guarigione definitiva. Ai primi di febbraio Jean Claude ha esposto le sue tele a Sousse e lì abbiamo conosciuto un gruppo di giovani tunisini delle Belle Arti. Un bell'ambiente, giovani simpatici e preparati. Una loro compagnia debutterà ai primi di marzo al teatro municipale di Sousse. Adremo a vedere.
domenica 21 febbraio 2010
febbraio
Qualche giorno di freddino in questo febbraio a Monastir; naturalmente nulla in confronto alle basse temperature italiane e alle nevicate che abbiamo visto in tv. Queste giornate fresche e ventose mi hanno consigliato di rimandare un poco la costruzione del portico per i pannelli fotovoltaici. C'è ancora tempo. Ne ho approfittato quindi per costruire e mettere in linea un paio di siti internet. Ho rinnovato il mio pubblicando un centinaio di foto, poi ne ho fatto uno, nuovo nuovo, per un caro amico di pontile.
Jean Claude, un pittore francese molto bravo, meritava di avere un sito tutto suo con le foto delle sue tele. Per chi volesse vedere le sue opere: http://www.etourneau.eu/ A fine gennaio, qui sul nostro pontile, abbiamo partecipato i problemi di un giovane amico tunisino che lavora nel ristorante di fronte ai nostri ormeggi (una curiosità, parla perfettamente quattro lingue). Il suo papà doveva essere operato d'urgenza del solito male e c'era qualche difficoltà economica. Tutti gli abitanti del pontile hanno dato spontaneamente un piccolo contributo. L'operazione è andata bene e speriamo in una guarigione definitiva. Ai primi di febbraio Jean Claude ha esposto le sue tele a Sousse e lì abbiamo conosciuto un gruppo di giovani tunisini delle Belle Arti. Un bell'ambiente, giovani simpatici e preparati. Una loro compagnia debutterà ai primi di marzo al teatro municipale di Sousse. Adremo a vedere.
Jean Claude, un pittore francese molto bravo, meritava di avere un sito tutto suo con le foto delle sue tele. Per chi volesse vedere le sue opere: http://www.etourneau.eu/ A fine gennaio, qui sul nostro pontile, abbiamo partecipato i problemi di un giovane amico tunisino che lavora nel ristorante di fronte ai nostri ormeggi (una curiosità, parla perfettamente quattro lingue). Il suo papà doveva essere operato d'urgenza del solito male e c'era qualche difficoltà economica. Tutti gli abitanti del pontile hanno dato spontaneamente un piccolo contributo. L'operazione è andata bene e speriamo in una guarigione definitiva. Ai primi di febbraio Jean Claude ha esposto le sue tele a Sousse e lì abbiamo conosciuto un gruppo di giovani tunisini delle Belle Arti. Un bell'ambiente, giovani simpatici e preparati. Una loro compagnia debutterà ai primi di marzo al teatro municipale di Sousse. Adremo a vedere.
venerdì 22 gennaio 2010
gennaio, a Monastir
Il tempo vola. Finito novembre, abbiamo preso i biglietti per passare in Italia natale e capodanno. Il 18 dicembre siamo arrivati a Roma. Tante cose da fare e i giorni sono passati veloci. Il 29 poi, siamo andati a Cagliari ospiti da Pina e Fabio nella loro nuova splendida villa di S.Sperate.
Quattro giorni bellissimi! Che meravigliosa ospitalità! Ci siamo sentiti a "casa", in famiglia, con tanto affetto.
Oggi, oltre al ricordo, ci resta tanta nostalgia e tanta voglia di ritornare là. Tornati a Roma il 2 a sera, ancora parecchie cose da sistemare in attesa del volo di ritorno a Tunisi, per Monastir, l'11 gennaio.Siamo qui da due settimane e ogni giorno c'è qualcosa da fare. La manutenzione della barca prende un sacco di tempo e i lavori sono parecchi. Dopo aver cambiato olio e filtri al motore, comperato due batterie di servizio nuove, sistemato l'impianto elettrico, mi aspetta un lavoro complesso: montare un "portico" inox per i pannelli fotovoltaici. Avremo più autonomia elettrica la prossima estate negli ormeggi nelle calette della Grecia. La sera poi, inviti a cena su barche di vicini e vicini invitati a cena da noi. Vita sociale intensa!
Quattro giorni bellissimi! Che meravigliosa ospitalità! Ci siamo sentiti a "casa", in famiglia, con tanto affetto.
Oggi, oltre al ricordo, ci resta tanta nostalgia e tanta voglia di ritornare là. Tornati a Roma il 2 a sera, ancora parecchie cose da sistemare in attesa del volo di ritorno a Tunisi, per Monastir, l'11 gennaio.Siamo qui da due settimane e ogni giorno c'è qualcosa da fare. La manutenzione della barca prende un sacco di tempo e i lavori sono parecchi. Dopo aver cambiato olio e filtri al motore, comperato due batterie di servizio nuove, sistemato l'impianto elettrico, mi aspetta un lavoro complesso: montare un "portico" inox per i pannelli fotovoltaici. Avremo più autonomia elettrica la prossima estate negli ormeggi nelle calette della Grecia. La sera poi, inviti a cena su barche di vicini e vicini invitati a cena da noi. Vita sociale intensa! venerdì 27 novembre 2009
Kerkennah
Dal 12 ottobre siamo qui a Monastir. La settimana scorsa siamo andati a visitare le isole Kerkennah. Due isole piatte a poche miglia da Sfax (secondo porto commerciale della Tunisia), collegate tra loro da una stretta lingua di sabbia e un piccolo ponte. Con una coppia di milanesi che passano l'inverno qui, come noi, abbiamo affittato un'auto per tre giorni (70 euro). Ci hanno consegnato una comoda Clio nuova nuova alle 9 del mattino direttamente qui al marina. Circa 140 km. di strada verso sud e siamo arrivati a Sfax. Una breve visita alla Medina, e dopo un piatto di chawarma (kebab) ci siamo imbarcati con l'auto sul traghetto. 70 minuti di mare (4 biglietti + auto: totale 3,5 euro!) e sbarco sull'isola Gharbi, la più piccola delle due. Una decina di km. e all'inizio dell'isola Chergui, a sinistra, l'hotel Cercina.
Stanza con porta sulla spiaggia e vista tramonto (a 15 euro compresa colazione),
niente male! Per cena, al ristorante dell'albergo, polpo in salsa, specialità delle isole, buonissimo. La mattina, dopo la colazione in riva al mare, 20 km. di isola e visita al porto di pesca di El Attaya. I fondali intorno alle isole sono molto bassi e per entrare in porto, dove le barche a vela degli europei sono assolutamente ben accolte, è stato scavato un canale segnalato da mede. Il responsabile del porto, un signore tunisino estremamente gentile, ci ha accompagnato nella visita e ci ha regalato due piccoli vasi che i pescatori usano per prendere i polpi.
Ci aspetta, quando vorremo, con la nostra barca. Ci andremo certamente qualche giorno con la barca, il posto è bello, autentico e tranquillo. Lì vicino abbiamo pranzato praticamente sulla spiaggia con un bel sole caldo e con la "isoletta des oiseau" appena di fronte a noi.
Le piccole barche dei pescatori, tutte rigorosamente a vela (feluche), rientravano a casa davanti a noi. Bello. Nel pomeriggio, rientrando verso il traghetto, ci siamo fermati alle saline. Sapevamo che il sale delle Kerkennah è famoso e abbiamo chiesto, nell'azienda dove insaccano il sale, se era possibile acquistarne un poco.
Ci hanno regalato due sacchi di almeno 15 kg. l'uno. Non c'è stato verso di pagare. Alle 16 è arrivato il traghetto e, sbarcati a Sfax abbiamo trovato un buon albergo in centro. La mattina seguente, sulla strada del ritorno, abbiamo deviato verso Madhia dove sapevamo che il venerdì c'è un grande suk (mercato) e dove, l'anno scorso, avevamo mangiato al ristorante Neptune calamari ripieni spettacolosi. Visita al suk e bis di calamari, altrettanto buoni. Intorno alle 18, consegnata l'auto al marina, siamo saliti in barca soddisfatti del nostro giro alle Kerkennah.
Stanza con porta sulla spiaggia e vista tramonto (a 15 euro compresa colazione),
niente male! Per cena, al ristorante dell'albergo, polpo in salsa, specialità delle isole, buonissimo. La mattina, dopo la colazione in riva al mare, 20 km. di isola e visita al porto di pesca di El Attaya. I fondali intorno alle isole sono molto bassi e per entrare in porto, dove le barche a vela degli europei sono assolutamente ben accolte, è stato scavato un canale segnalato da mede. Il responsabile del porto, un signore tunisino estremamente gentile, ci ha accompagnato nella visita e ci ha regalato due piccoli vasi che i pescatori usano per prendere i polpi.
Ci aspetta, quando vorremo, con la nostra barca. Ci andremo certamente qualche giorno con la barca, il posto è bello, autentico e tranquillo. Lì vicino abbiamo pranzato praticamente sulla spiaggia con un bel sole caldo e con la "isoletta des oiseau" appena di fronte a noi.
Le piccole barche dei pescatori, tutte rigorosamente a vela (feluche), rientravano a casa davanti a noi. Bello. Nel pomeriggio, rientrando verso il traghetto, ci siamo fermati alle saline. Sapevamo che il sale delle Kerkennah è famoso e abbiamo chiesto, nell'azienda dove insaccano il sale, se era possibile acquistarne un poco.
Ci hanno regalato due sacchi di almeno 15 kg. l'uno. Non c'è stato verso di pagare. Alle 16 è arrivato il traghetto e, sbarcati a Sfax abbiamo trovato un buon albergo in centro. La mattina seguente, sulla strada del ritorno, abbiamo deviato verso Madhia dove sapevamo che il venerdì c'è un grande suk (mercato) e dove, l'anno scorso, avevamo mangiato al ristorante Neptune calamari ripieni spettacolosi. Visita al suk e bis di calamari, altrettanto buoni. Intorno alle 18, consegnata l'auto al marina, siamo saliti in barca soddisfatti del nostro giro alle Kerkennah.
domenica 18 ottobre 2009
Quattro mesi...
Sono passati quasi quattro mesi dall'ultimo racconto... Pigrizia? Un sacco di cose da fare? La verità è che il tempo passa troppo in fretta! Comunque eccomi qui a raccontare come sono passati questi mesi. Eravamo rimasti all'inizio di luglio, a Tabarka. Le prime tre settimane del mese siamo stati con i nostri ritrovati amici di due anni fa: Ottavio e la sua famiglia, Izio e Liliana. Rodolfo, buono e gentile, non c'è più, stroncato a primavera da una terribile malattia. Una new entry invece ci ha allietato le giornate: il piccolo Riccardo, figlio di Ottavio e Annalisa, da me subito ribattezzato "Strombolicchio". Eh si, un piccolo vulcano in eruzione continua. Siamo usciti in barca per andare a pesca, per fare il bagno, e Strombolicchio ha mostrato un bel piede marino.
Promette bene! Venerdì 24 luglio abbiamo lasciato Talitha a Tabarka e siamo andati a Tunisi. La mattina seguente aereo Tunisi-Palermo e nel pomeriggio, al marina di Villa Igea,
siamo saliti su un catamarano Lagoon 440 affittato da due coppie di amici storici di Roma. Avevano bisogno di un "comandante" ed è stata una bella settimana in giro per le Eolie con tempo splendido. Tornati sabato 1 agosto abbiamo ripreso la vita tranquilla di Tabarka. Il 9 è arrivato da Roma Paolo (il mio maestro di pesca) e, nei giorni seguenti, uscite intensive a pesca con la sua barca. Ricciole, dentici e una cernia di 15 kg. 
Poi sono arrivati Barbara e Giulio, che sono stati in barca con noi quasi due settimane. Con loro, a fine agosto, abbiamo lasciato Tabarka, direzione Bizerte. Tappa di 65 miglia con un bel sole e mare quasi calmo. A Bizerte una sorpresa: il porto è chiuso per lavori (un nuovo marina in costruzione) e quindi ormeggio in rada. Con il canotto scendo a terra e con un sorriso e qualche piccola bugia ottengo ormeggio in banchina per due giorni. Partiti Barbara e Giulio per Tunisi e poi Roma, noi siamo rimasti due giorni a Bizerte. Poi partenza per Kelibia e il giorno seguente direzione Monastir. Mare sempre bello e poco vento. Alla fine di agosto siamo quindi arrivati a Monastir. Abbiamo ritrovato il nostro "ponton 6" e l'aria di "casa". Aereo per Roma l'11 settembre, da Monastir (in estate c'è un diretto Monastir-Roma della Tunisair, comodissimo). Un mese abbondante a casa a fare lavori di falegnameria promessi a Veronica e Emanuel (i nostri figli) nelle loro rispettive case e ritorno alla "casa-barca" a Monastir il 12 ottobre. Torneremo a Roma, inchallà,verso metà dicembre, per passare Natale con i figli.
Promette bene! Venerdì 24 luglio abbiamo lasciato Talitha a Tabarka e siamo andati a Tunisi. La mattina seguente aereo Tunisi-Palermo e nel pomeriggio, al marina di Villa Igea,
siamo saliti su un catamarano Lagoon 440 affittato da due coppie di amici storici di Roma. Avevano bisogno di un "comandante" ed è stata una bella settimana in giro per le Eolie con tempo splendido. Tornati sabato 1 agosto abbiamo ripreso la vita tranquilla di Tabarka. Il 9 è arrivato da Roma Paolo (il mio maestro di pesca) e, nei giorni seguenti, uscite intensive a pesca con la sua barca. Ricciole, dentici e una cernia di 15 kg. 
Poi sono arrivati Barbara e Giulio, che sono stati in barca con noi quasi due settimane. Con loro, a fine agosto, abbiamo lasciato Tabarka, direzione Bizerte. Tappa di 65 miglia con un bel sole e mare quasi calmo. A Bizerte una sorpresa: il porto è chiuso per lavori (un nuovo marina in costruzione) e quindi ormeggio in rada. Con il canotto scendo a terra e con un sorriso e qualche piccola bugia ottengo ormeggio in banchina per due giorni. Partiti Barbara e Giulio per Tunisi e poi Roma, noi siamo rimasti due giorni a Bizerte. Poi partenza per Kelibia e il giorno seguente direzione Monastir. Mare sempre bello e poco vento. Alla fine di agosto siamo quindi arrivati a Monastir. Abbiamo ritrovato il nostro "ponton 6" e l'aria di "casa". Aereo per Roma l'11 settembre, da Monastir (in estate c'è un diretto Monastir-Roma della Tunisair, comodissimo). Un mese abbondante a casa a fare lavori di falegnameria promessi a Veronica e Emanuel (i nostri figli) nelle loro rispettive case e ritorno alla "casa-barca" a Monastir il 12 ottobre. Torneremo a Roma, inchallà,verso metà dicembre, per passare Natale con i figli.
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